A volte ritornano: i Caffè Letterari a Viareggio

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È sicuramente una delle tendenze del momento, complice anche la tendenza hipster, attratta da tutto ciò che è cultura (o per meglio dire, sottocultura – possibilmente non mainstream) e riscoperta dei valori di un tempo (cibo sano, dischi in vinile, abiti riciclati, la lista è lunga e varia): il caffè letterario è certamente un fenomeno in crescita, come dimostra il diffondersi di risto-book, book bar o librerie come la Feltrinelli RED, che abbina una cucina ricercata al fascino della libreria.

Il fenomeno interessa anche la nostra zona, dove sempre più spesso gli scaffali di libri diventano un accessorio immancabile di bar e locali. Vediamo quali sono i caffè letterari a Viareggio.

Il primo e più importante, per la sua storia che ne ha fatto un punto di incontro consolidato a Viareggio, oltre che un vero e proprio monumento di interesse storico, è il Gran Caffè Margherita, che comprende un ristorante, lo storico caffè e una libreria Mondadori. Progettato dall’ingegnere Belluomini in collaborazione con Galileo Chini, che ne curò le decorazioni, il Gran Caffè Margherita fu luogo di incontro di intellettuali e artisti nel primo Novecento, uno su tutti Giacomo Puccini, ma anche gli scrittori Manlio Cancogni e Cesare Garboli. Dopo un periodo di chiusura per lavori, il Caffè ha riaperto nella sua nuova veste, accogliendo un punto vendita Mondadori che, purtroppo, ha determinato la chiusura dell’adiacente Galleria del Libro, che non ha potuto resistere alla concorrenza del più potente vicino. La location è centrale e suggestiva, in molti, tuttavia (almeno a giudicare dalle recensioni su tripadvisor) lamentano la carenza del servizio e piatti piuttosto mediocri.

Successivamente è arrivato l’Happyplanet Books Café, nato dalla casa editrice e libreria omonima situata in via Sant’Andrea. L’ambiente è accattivante, degno dei tipici caffè letterari ottocenteschi nell’immagine che ce ne ha trasmesso la memoria collettiva: luci basse e soffuse, oggetti d’epoca, arredamento in legno, foto e immagini di grandi scrittori, un’atmosfera decadentista e vagamente tenebrosa. Con un po’ di immaginazione, non è difficile intravedere, seduto in mezzo ai libri, Charles Baudelaire intento a sorseggiare l’assenzio. Sugli scaffali fanno mostra di sé i libri, magnificamente illustrati, della Happyplanet Books, che gli avventori possono sfogliare sorseggiando un caffè o un bicchiere di vino. Molti sono gli eventi proposti in questa sede, da workshop di scrittura e illustrazione a presentazioni di libri. Uniche pecche, che lamentano sempre le recensioni di tripadvisor, è la mancanza di una carta dalla quale poter scegliere cosa ordinare e l’atteggiamento fra il disinteressato e l’annoiato dei proprietari.

Sembra puntare decisamente più sulla qualità dei prodotti e dei servizi la neonata bar-libreria Lettera 22, inaugurata a gennaio in via Mazzini 84. L’idea delle due titolari, Silvia Peracchia ed Elena Francesconi, è quella di coniugare il piacere del caffè all’amore per la lettura, nella speranza di contribuire a una riqualificazione generale della zona della stazione, che alla sera diventa una sorta di terra di nessuno. L’avventore potrà così acquistare volumi o leggere libri usati mentre gusta un caffè o un aperitivo, oltre a partecipare alle numerose iniziative promosse dal locale, come presentazione di libri, letture di poesia o corsi di uncinetto.

Da segnalare infine la coraggiosa iniziativa del Why Not? Café, la cui titolare ha scelto di sostituire le slot machines, che da contratto avrebbe dovuto tenere all’interno del suo esercizio per cinque anni, con una spaziosa libreria a disposizione dei clienti. Liberarsi delle diaboliche macchinette non è stato semplice, ma l’ingegnosa soluzione trovata dalla proprietaria si è rivelata vincente: per non incorrere in una penale di 1000 euro per la rimozione anticipata delle slot machines, ha semplicemente deciso di spegnere le macchinette, così che la Sisal ha dovuto riscontrare che gli incassi erano troppo esigui e rimuoverle.

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