Burghy, storia del fast food italiano che posticipò il successo di McDonald’s nel Bel Paese.

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Chiudere gli occhi e ritornare al passato, pensare e ripensare a quanto fosse diversa la mentalità imprenditoriale italiana fino a circa 20 anni fa e guardare con un certo dispiacere alla notizia di ieri di fusione fra la FIAT e la Chrysler con trasferimento delle sedi (legali e commerciali) in Nord Europa. Oggi racconteremo la storia di una catena di fast food italiana che per anni ha mandato in crisi e posticipato l’entrata dei più importanti marchi internazionali dei fast food nel Belpaese.
Burghy nacque nel 1982 su iniziativa della catena di supermercati GS e venne tre anni dopo acquistata dal gruppo alimentare Cremonini SpA. Negli anni 80 divenne uno dei luoghi più frequentati dalla cosiddetta generazione di “paninari” e il marchio si estese sempre di più sopratutto a Milano e il suo Hinterland e in tutto il Centro-Nord Italia, arrivando a ben 96 punti di ristorazione nel 1995.
Correva il giorno 22 Marzo 1996 quando il Corriere della Sera, tra i suoi titoli iniziali, parlava della vendita di Burghy alla multinazionale McDonald’s. Tra i due e i trecento miliardi di lire si aggirava la somma ricevuta dal Presidente Luigi Cremonini per rinunciare al suo sogno di divenire chef di massa. Dall’articolo del principale quotidiano italiano si legge: “Che finisse cosi’ era probabilmente scritto: Cremonini sara’ anche il re della carne di Modena, avra’ anche avuto il coraggio di lanciare in Italia il modo mangiare piu’ lontano che esista dalla dieta mediterranea; fatto sta che i suoi concorrenti, gli “sforna hamburger” dell’ Illinois, sono una multinazionale onnivora, aprono un ristorante ogni tre ore, servono 28 milioni di fast eaters ogni giorno. Difficile resistere a questo gigantesco tritacarne, soprattutto se per provarci si e’ dovuti “andare a prestito” dal banchiere”. Fu proprio l’eccesso di debiti (chi parlava di 500 chi di mille miliardi di vecchie lire) del colosso italiano della carne bovina a portarlo alla rinuncia e alla rapida vendita con il risultato del primo storico monopolio straniero nella vendita del cosiddetto “junk food” in Italia. L’accordo aveva come contropartita per il Gruppo Cremonini di rimanere fornitore delle carni per i ristoranti McDonald’s italiani e successivamente anche per il resto del vecchio continente (questo accordo commerciale prosegue tutt’oggi).

Menu e mascotte.
burghy menu
Burghy possedeva un menu molto simile ai nostri attuali McMenu odierni, come si evince dalla foto sopra riportata.

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Per anni la mascotte simbolo della catena italiana nelle sorprese per bambini è stato Willy Denty (prima spilla a partire dalla destra della foto), personaggio con fogge di cartone animato, raffigurante una bocca con denti giganteschi, un paio di gambe ed un paio di braccia, protagonista delle sorprese dei menu Burghy per bambini. A differenza di tutte le altre catene di fast food, infatti, Burghy non offriva sorprese caratterizzate dai cartoni animati o dai film del momento, bensì sorpresine dipinte a mano, spille e peluche aventi per soggetto esclusivamente Willy Denty e i suoi amici, tutte prodotte dalla Grani & Partners. La prima serie era composta da quattro soggetti (oltre al già citato Willy Denty, il panino Mr.Burghy, la cola Freddy e la scatola di patatine Patty), la seconda serie, datata 1997, era invece composta da sei soggetti di Willy Denty in veste cattiva, le terza serie, datata 1998, da sei soggetti di Willy Denty in veste allegra. Fa eccezione un breve periodo in cui vennero distribuiti i “Food Fighters”, giocattoli della Mattel rappresentanti prodotti alimentari nelle vesti di soldati. Tra le altre sorpresine distribuite da Burghy, verso la metà degli anni novanta, si può citare la serie di videocassette dedicate ai Puffi in cui, all’esterno, appare lo slogan dell’epoca: Più gusto di Burghy nessuno ti dà. Il contenuto delle videocassette inizia con il celebre spot Burghy, raffigurante un cowboy che si reca in uno dei ristoranti della catena omonima.

Videoclip di spot: 1 2

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Matteo Provvidenza è nato 25 anni fa a Viareggio. Nel Maggio 2012 ha fondato e redatto il blog di informazione indipendente 'Viareggio Free World' fino al Luglio 2013. Attualmente è redattore principale e fondatore di VFW Project, nato dalle ceneri del precedente, il quale si sta rivelando punto di riferimento per l'informazione indipendente locale.

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