Che cos’è il tumore?

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Solo a sentire la parola tumore tutti noi abbiamo paura. Essa deriva dal latino tumor: qualsiasi cosa che nello svilupparsi aumenta di volume si definisce un tumore. Anche i brufoli sono tumori, ma non fanno paura. Si dice, infatti, avere il volto tumefatto, a causa di incidenti, contusioni o incontri vari.

Cominciamo col definire alcune cose: la prevenzione, la diagnosi, che può e deve essere precoce, la terapia, la prognosi. Oggi parliamo di diagnosi, in particolare di quella precoce.

La natura ci mette a disposizione molte cose. La prima sono i cinque sensi. Cosa possiamo fare con essi?

Con l’udito non è agevole sentir crescere un tumore ed infatti, come il gusto e l’olfatto, non sono molto usati in campo diagnostico. Si deve dire, però, che sempre più vengono sfruttati questi sensi, molto più sviluppati negli animali, per indirizzare il medico nella ricerca. Io stesso ho avuto un’esperienza stupefacente con un cavallo, che solo dopo la diagnosi di un secondo tumore non individuato in precedenza e che è stato trattato con successo, ha accettato di farsi cavalcare dalla padrona. Esistono, comunque, studi recenti che confermano la possibilità di sfruttare le capacità olfattive di animali a noi vicini, come cani o cavalli.

Con il tatto si apre un orizzonte vasto. Noi possiamo rilevare anche la più piccola modifica dei tessuti cutanei e sottocutanei, delle formazioni linfonodali, delle masse muscolari, delle articolazioni, dei profili ossei. È cosa importante, dunque, controllare qualsiasi modifica del nostro corpo, ma soprattutto andare dal medico, che sia di famiglia, uno specialista oncologo, radiologo, ecc. Il medico in pochi minuti può decidere se la cosa è di scarsa importanza o se necessita di più profondi accertamenti e questo può fare la differenza.

La vista. Qualcuno diceva che a occhio si prende moglie e qualche volta si sbaglia. Tuttavia, con la vista, si possono notare anche lievi asimmetrie delle superfici cutanee, che possono essere lievi a livello mammario, ma più evidenti per formazioni linfonodali.

Di solito i tumori non sono bilaterali, cioè che una formazione nodulare si evidenzia in una parte del corpo, ma non nella parte controlaterale. Ad esempio, un nodulo della tiroide si può presentare a destra, ma non a sinistra, allo stesso modo notiamo la modifica di un linfonodo laterocervicale a sinistra, ma non a destra. In questi casi, quando notate qualche cosa di nuovo o che ha cambiato consistenza, parlatene subito con il medico. Lui saprò certamente indirizzarvi.

Un buon medico è in grado di produrre un piano operativo in grado di dare risposte esaudienti. Fino a qualche anno fa non esistevano tac, rm, ricostruzioni tridimensionali, scopie varie, ecografie, scintigrafie. In più, con il buon senso e una buona base di semeiotca si possono ottenere delle ottime diagnosi. Concludo, quindi, dicendo: è meglio fidarsi del medico o di un esame suggerito da qualche articolo letto su internet?

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