Dr Martens, la storia.

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Tra le scarpe più famose al mondo, ci sono le Dr Martens e dall’inverno 2013 sono di nuovo tornate sulla cresta della moda giovanile. Ma cerchiamo di percorre la storia di questa calzatura.
Nel 1943, un medico tedesco di nome Klaus Marteens, durante una scalata in montagna, si ruppe un piede ed inseguito, a causa del forte dolore, trovò difficile indossare alcuni tipi di scarpe. Per questo motivo, decise di progettare un modello di scarponcino marrone, con un cuscinetto d’aria all’interno ed otto buchi per i lacci. Traferitosi a Monaco, insieme all’amico Herbert Funk, aprì un’attività di produzione per poter vendere questo nuovo tipo di scarpa, dando il via anche ad una delle prima forme di riciclo del dopoguerra: vennero utilizzati gli scarti di gomma dell’aviazione militare tedesca e per le suole delle vecchie tomaie provenienti da scarpe dell’esercito. I clienti le trovarono molto comode, specialmente le donne che rappresentarono l’80% delle vendite dello scarponcino.
Dopo alcuni anni, vendettero la licenza all’inglese Benjamin Griggs, il quale già nel 1901, insieme al collega Semtimimus Jones, iniziò a produrre scarponi neri per l’esercito britannico e per i minatori. Con Griggs, il nome del marchio si consolidò in Dr Martens, togliendo una E in quanto sembrava “più inglese” (il nome di Funk venne tralasciato perché somigliante a “fuck”). Il modello originale subì delle modifiche, il tacco venne arrotondato, dietro venne aggiunta la famosa fettuccia e la celebre cucitura gialla tra suola e tomaia.
Nel 1960, venne lanciato il primo modello sul mercato, il classico 1460, l’anfibio a 8 buchi e di color ciliegia, portato da operai e poliziotti (questi ultimi dovevano annerire i punti di cucitura gialli, perché non ammessi nel regolamento).
Nel 1961, furono messe in vendita le 1461 a tre bruchi, indossate soprattutto dagli impiegati delle poste e negli ambienti sindacali, divenendo scarpe simbolo della sinistra inglese.
Sempre durante gli anni Sessanta, le Dr Martens furono gli scarponcini preferiti della sottocultura degli Skinhead. Gli Skin dedicavano alle Docs una cura morbosa, lucidandole di continuo. La loro camminata con le DM’s divenne quasi un modo di fare, l’andatura molleggiante dovuta al cuscinetto di aria nella suola, dava l’impressione che “camminassero sulla luna”.
Negli anni Settanta, vennero adottati dai punk e il connubio Punk-Dr Martens si fece celebre.
Negli anni ’90, le indosseranno gli ambienti grunge e successivamente quelli Ska.
Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila, il marchio subì un brusco declino, per poi riprendersi nel 2007, portate come accessorio sulle passerelle di Jimmy Choo, Paul Gaultier, Vivienne Westwood.
Nel 2003, il fondo londinese Permira acquista il marchio e lo rilancia alla grande; non sono mancate l’inverno scorso e le vedremo ancora per un po’ anche quest’anno. Sia per donna che per uomo, sono di facile vestibilità, stanno bene sui jeans con orlo ripiegato o non, sopra i leggings o sotto le gonne. Ormai si trovano di innumerevoli fantasie, colori e applicazioni, soddisfacendo le mode e i gusti di tutti.

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