Elettrosmog da ripetitori per telefonia mobile. Un nuovo caso tra Camaiore e Pietrasanta.

0

elettrosmog rotaio(Foto: Matteo Provvidenza)

Un gruppo di cittadini si è riunito oggi in una sala dell’ex ospedale di Pietrasanta per discutere, alla presenza dell’assessore Italo Viti ed un rappresentante del comune di Camaiore, sull’imminente realizzazione di una nuova antenna di 25 metri, nei pressi della rotatoria di Rotaio (ubicata al confine tra i comuni di Camaiore e Pietrasanta).

Le Problematiche esposte da cittadini e comitati.
La zona di Rotaio è ubicata alla base di un monte, con un castello del 1200 a pochi metri. Senza ombra di dubbio la presenza montuosa non aiuta alla giusta dispersione necessaria delle onde elettromagnetiche da telefonia mobile. I comitati avevano avanzato l’ipotesi di realizzare questo progetto per la telefonia mobile nei pressi dell’ex inceneritore killer di Falascaia, ma non è possibile poiché zona soggetta a bonifica e inaccessibile. Il tempo corre a tal punto che i micro pali della Vodafone sono già stati piantati dai tecnici. Il terreno, di proprietà di un privato, è posto in una zona con dissesto di natura idreogeologica, il quale si è reso  subito visibile dopo l’operazione di installazione.

Viti: “Le istituzioni comunali sono con le mani legate, se non per cambiare location”.
L’assessore di Pietrasanta Italo Viti si è subito mobilitato per avere i contatti sia con i tecnici che con il privato proprietario del terreno.
Ha espresso la propria preoccupazione sul fatto che i poteri dei comuni sono molto limitati. Il massimo che può essere fatto è un lieve spostamento del punto di realizzazione, ma non può essere così drastico, perché le compagnie telefoniche hanno la piena possibilità di poter studiare una copertura adeguata alla zona di riferimento. E’ stata presa in considerazione l’ipotesi di cambiare location a quest’antenna, forse più verso i binari della ferrovia. Alcuni cittadini presenti hanno dimostrato il proprio disappunto.

foto tirreno(Foto: Il Tirreno)

Presente anche il Comitato ‘Via Matteotti’.
E’ stato invitato anche un rappresentante del comitato di Via Matteotti che, dopo aver raccontato in breve la situazione a Viareggio presente e passata per l’elettrosmog, ha esortato i comitati a cercare di collaborare con l’amministrazione per cercare di trovare una soluzione condivisa tra la popolazione e la volontà delle compagnie telefoniche.

La salute dei cittadini svenduta al libero mercato.
Nel dibattito è stato menzionato il primo tassello di queste liberalizzazioni scellerate. Il Decreto Gasparri (Decreto Legislativo n. 198 del 4/9/2002, in vigore dal 14/9/2002) introdusse norme meno restrittive e maggiore libertà nel posizionamento di ripetitori per la telefonia mobile sul territorio nazionale. La legge governativa volta ad ”accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese”, riconosce le infrastrutture di telecomunicazioni (antenne) di interesse nazionale, considerandole di importanza pari alle opere di urbanizzazione primaria (strade, fogne, illuminazione pubblica, ecc.). Inoltre, esse sono ritenute compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica e quindi possono essere realizzate in ogni parte del territorio comunale (sia in zona residenziale, sia in zona industriale). I Comuni, comunque, possono definire le aree più idonee per l’istallazione degli impianti e quelle, invece, da escludere per motivi ambientali e paesaggistici.

E’ stato fatto di recente un appello firmato da oltre 70 fra medici, fisici, biologi, ricercatori e 50 tra associazioni e comitati, contro la modifica dei limiti dei campi elettromagnetici attualmente in vigore nel nostro Paese. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato nel 2011 la radiofrequenza come “possibile cancerogeno per l’uomo in classe 2B, smentendo che esistono solo effetti termici di tali campi. Tuttavia, sono emerse in poco tempo nuove evidenze scientifiche del rischio cancerogeno: uno studio epidemiologico svedese e uno studio francese, entrambi del 2014, concludono che la radiofrequenza dovrebbe essere classificata come ‘cancerogeno certo per l’uomo in Classe 1 e che gli effetti dell’esposizione sono cumulativi.

L’attuale limite italiano per le radiofrequenze è di 6 Volt per metro per i luoghi ove si soggiorna per più di 4 ore. Questo limite, stabilito dal Dpcm dell’8 luglio del 2003, era riferito a una misurazione calcolata su una media di 6 minuti, che è il tempo in cui avviene la compensazione degli effetti termici dei campi elettromagnetici. Nel 2012 l’allora Governo Monti decise con il Decreto Sviluppo, e senza alcuna valutazione di carattere sanitario, di innalzare il tempo di misurazione dei campi a 24 ore, creando di fatto un artificio per aumentare i limiti di legge: di notte le antenne hanno emissioni molto basse perché i dispositivi mobili non sono in uso e tali valori compensano i limiti più elevati delle ore diurne nel calcolo della media.

 

About Author

Avatar

Matteo Provvidenza è nato 25 anni fa a Viareggio. Nel Maggio 2012 ha fondato e redatto il blog di informazione indipendente 'Viareggio Free World' fino al Luglio 2013. Attualmente è redattore principale e fondatore di VFW Project, nato dalle ceneri del precedente, il quale si sta rivelando punto di riferimento per l'informazione indipendente locale.

Leave A Reply