Gran Ballo Mascherato a Villa Paolina di Compignano: un’occasione per scoprire il ballo ottocentesco

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Ballo Ottocentesco

Abiti da sogno, orchestra e giri di valzer: chi non ha mai sognato di partecipare a un gran ballo? A villa Paolina di Compignano il sogno diventa realtà: la dimora storica ospiterà, venerdì 27 febbraio, un ballo storico in maschera organizzato dall’associazione Ville Borbone e Dimore Storiche della Versilia e dalla Società di Danza Viareggio e Versilia, associazione culturale di danza ‘800esca, che si esibirà proponendo ‘Romantico 800’, una coreografia sulle note di Verdi e Strauss.

 

Ne abbiamo approfittato per fare qualche domanda a Maria Luisa Fava, insegnante presso il circolo viareggino della Società di Danza, per scoprire qualcosa in più su questa attività così particolare e affascinante.

 

‘L’idea era quella di creare un evento a villa Paolina nel periodo di Carnevale, in modo da valorizzare uno dei luoghi storici del territorio: così è nata l’idea di un gran ballo ottocentesco in maschera, da realizzarsi in costume d’epoca’, ci spiega Maria Luisa.

 

‘La Società di Danza parteciperà riproponendo Romantico ‘800, che era già stato presentato con successo nel novembre scorso all’Auditorium del Gran Teatro Puccini a Torre del Lago. Consisterà in due quadri separati di danza ottocentesca dedicati ai compositori più amati dell’800, cioè Strauss e Verdi. Sulle loro musiche verranno danzate in modo filologico le danze di repertorio dell’epoca, ossia valzer, mazurca, contraddanza e quadriglia.’

 

Proprio questa è la particolarità della Società di Danza: scopo dell’associazione, organizzata in una federazione nazionale con sedi attive in oltre 30 città italiane, è lo studio, la ricostruzione e la pratica di danze storiche, con particolare riferimento alle danze di società del XIX secolo, che includono quadriglie, contraddanze, valzer, mazurka e polka. In particolare, l’associazione si prefigge come obiettivo la ricerca della tecnica artistica che nel XIX secolo ha reso tale sistema di danza particolarmente significativo sia dal punto di vista artistico che sociale e non solo come divertimento di massa. Fondata nel 2001 da Fabio Mòllica, che ne è tuttora presidente, coreografo e coordinatore nazionale, la Società di Danza è affiliata alla Royal Scottish Country Dance Society di Edinburgo.

 

Le attività a Viareggio con corsi regolari di danza sono iniziate nel 2008, quando Maria Luisa ha conseguito il diploma di insegnante e ha deciso di avviare un circolo della Società di Danza in città. ‘All’inizio non rimasi particolarmente entusiasta – racconta Maria Luisa ricordando come scoprì il mondo del ballo ottocentesco – ma accettai di accompagnare alla lezione di prova una mia amica che invece ne era rimasta affascinata. Durante la lezione, rimasi colpita da come le persone si divertivano pur praticando danze di un’altra epoca, totalmente diverse dalle atmosfere dei nostri tempi, e soprattutto mi convinse il livello d’impegno fisico e mentale che queste danze, apparentemente tranquille, richiedono.’

Appena salita al livello avanzato ho deciso di arricchire il mio bagaglio e diventare insegnante certificata della Federazione Nazionale Società di Danza e dopo un percorso di formazione durato 3 anni ho sostenuto un esame specifico di teoria e pratica e conseguito il diploma di insegnante.’

 

Ma che tipo di danza è quella ottocentesca?

‘La danza ottocentesca è una danza di società: non è una danza di coppia fissa, non si balla in competizione con gli altri, ma si balla insieme agli altri. Proprio questo aspetto la caratterizza principalmente: tutti ballano con tutti, le coppie non sono predefinite ma le persone si invitano al momento in cui l’insegnante annuncia la nuova danza da eseguire. È un tipo di danza che quindi non presuppone di venire in coppia o di avere un partner fisso e dà l’opportunità di praticare un esercizio fisico dinamico e divertente; offre inoltre l’occasione di partecipare ai gran balli privati della Società di Danza, in cui rivivere atmosfere romantiche in bellissimi saloni, o di ballare in luoghi storici molto importanti come palazzi nobiliari, regge, castelli, musei, in Italia e all’estero.’

‘La danza ottocentesca viene spesso avvicinata da persone che pensano di trovare un’attività tranquilla, poco dinamica, anzi rilassante – aggiunge Maria Luisa – Tutt’altro. Si tratta di un’attività impegnativa: a livello fisico è richiesta una buona forma di gambe, piedi e schiena, a livello mentale richiede concentrazione per memorizzare passi e figure. Inoltre col tempo viene richiesta anche una maggiore “interpretazione” del modello ottocentesco, cioè postura e atteggiamenti eleganti e aggraziati, in modo che, nelle occasioni di Gran balli ufficiali o di esibizioni, ci si possa davvero comportare come dame e cavalieri.’

 

L’approccio filologico che caratterizza la Società di Danza contraddistingue anche gli abiti indossati in occasione di balli ed esibizioni e conferiscono alle loro esibizioni un fascino particolare: “I nostri costumi non sono quelli da damina di carnevale, ma veri e propri abiti ricostruiti secondo i canoni d’epoca, attraverso la documentazione di quadri, stampe e figurini originali.’

 

I corsi si tengono settimanalmente presso la palestra della scuola Jenco, sono rivolti a persone di ogni età, anche senza precedenti esperienze di danza e comprendono danze di società di tradizione ottocentesca e danze tradizionali scozzesi. Per maggiori informazioni, http://www.societadidanza.it/homeviareggio.it.html

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