LHC: energie record per traguardi record

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Il Large Hadron Collider (LHC), il grande acceleratore di particelle presso il CERN, è tornato in funzione il 3 giugno scorso raggiungendo energie da record e facendo crescere le aspettative di tutto il mondo.

Il bosone di Higgs, l’ultimo grande annuncio fatto nel luglio 2012, era stato scovato con collisioni tra protoni a 7 TeV di energia, record assoluto in un acceleratore. Nei due anni di stop (2013-2015) sono stati migliorati moltissimi sistemi e adesso è possibile raggiungere 13TeV, quasi il doppio. L’importanza di questi traguardi è racchiusa nella formula più nota ed elegante della fisica moderna E=mc^2, introdotta da Albert Einstein, che rappresenta l’equivalenza tra massa ed energia. In principio, a partire dai protoni, possiamo ottenere particelle con massa più grande, a condizione di fornire sufficiente energia da compensare la differenza. In questo modo è possibile andare alla ricerca di svariati tipi di particelle, più o meno comuni. Per molte di loro infatti, le probabilità che si creino sono molto basse e, non potendo scegliere il tipo di particella originata dalle singole collisioni, ci affidiamo alla legge dei grandi numeri per ottenerle. Si costruiscono quindi dei fasci molto densi, costuiti da centinaia di miliardi di protoni ciascuno, questi sono poi accellerati all’interno del tunnel di LHC e arrivano a scontrarsi frontalmente tra loro. Quando ciò accade, a collidere sono tantissime coppie di protoni e il risultato è un enorme quantitativo di particelle. Ogni particella deve essere contata, catalogata ed eventualmente scartata se poco interessante, prima che collidano i fasci successivi (25-50nanosecondi).

In queste condizioni diventa evidente, la costante sfida tecnologica che accompagna tutti gli esperimenti coinvolti lungo LHC. Molto meno ovvio è invece che tecniche, software e hardware sviluppati principalmente per questo scopo, trovano poi numerose applicazioni in svariati campi, ad uso scientifico o commerciale. L’esempio più rivoluzionario è il Word Wide Web, ma non solo, cloud, strumenti di diagnostica per immagini, reti di elaborazione e condivisione dati…si potrebbe andare avanti a lungo e ci sono interi libri sull’argomento.

I progressi fatti al CERN dunque non riguardano soltanto la ricerca di base e le risposte fondamentali sull’universo che ci circonda, ma comportano un complessivo miglioramento tecnologico della società; così, mentre godiamo di questi benefici, potremo attendere i prossimi risultati che ci lasceranno a bocca aperta.

About Author

Deborah Capecchi

Laureanda magistrale in fisica della materia, con mille sogni nel cassetto e una passione spropositata per la scrittura.

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