Maltempo, danni e viaggi. Difficoltà ‘Made in Italy’.

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roma voragine gennaio 2014

Viaggiare in Italia quando piove è sempre più un problema.

Coprire piccole o grandi distanze è sempre più difficile, per gli orari e le coincidenze; l’acqua è stato l’incubo di questi giorni.

La Toscana soprattutto e poi anche Roma sono state paralizzate da questa ondata di mal tempo. L’Arno a Pisa è attualmente in allerta, a Firenze la situazione non è delle migliori, una parte di Roma è stata paralizzata dal maltempo, a Torino e Milano sta nevicando e non possiamo dimenticare i vari disagi avvenuti in Liguria qualche settimana fa o in Sardegna poco più di un mese fa…

Non sono fatti sporadici, oramai gli italiani sanno che quando si viaggia e piove non si sa ne quando si parte, ne quando si arriva… bisogna prenderla con filosofia!

All’interno di questo articolo vorrei aprire una discussione non tanto sui trasporti, ma sulle infrastrutture, strade/ponti/ case… come si fa a decidere se costruire in un luogo o in un altro ed i vari criteri per stabilire se un posto è sfruttabile per una civile abitazione oppure no, per una strada o per un ponte.

Bisogna capire che spesso, quando succedono dei fatti come alluvioni o acquazzoni o come sono state soprannominate ora “bombe d’acqua”, la colpa è dell’eccessiva piovosità, ovvero in una quantità di tempo è cascata più acqua dal cielo rispetto alla norma o rispetto a quello che era stato previsto. I fiumi in piena, gli argini non adatti, frane su case che rischiano di essere portate via, o addirittura franare le case stesse… forse sarebbe bene fare un mea culpa invece che imputare tutto il problema ed il disagio all’acqua, certo è che stabilire quanta acqua cadrà dal cielo è molto difficile, ma almeno si potrebbe fare, da parte del comune una pianta delle zone più a rischio.

Con questa pianta si potrebbe evitare di costruire in quel punto o se si vuole costruire fare in modo che sia sicuro in casi di molta piovosità.

Per i fiumi che esondano sicuramente è un problema di argini, non si può pensare che un argine costruito 15/20 anni fa vada bene ancora oggi… e se va bene, bisognerebbe iniziare a pensare alla portata d’acqua del fiume o a sistemi per regolare il flusso dell’acqua.

Qui l’informazione avrebbe un ruolo cruciale, nel senso che se il cittadino fosse cosciente di certe cose, allora agirà di conseguenza ed il comune dovrebbe essere il tramite più diretto.

Iniziare a pensare alla prevenzione attiva del proprio paese non potrà salvarlo direttamente, ma potrebbe dargli una mano per evitare grandi disastri in un prossimo futuro, visto che gli eventi climatici si stanno susseguendo senza sosta e con sempre meno regolarità.

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Fotografo Professionista e Videomaker, appassionato di scrittura e di approfondimenti vari su svariati temi. Co fondatore di Viareggio Free World Project.

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