Quando la paura della crisi economica blocca gli italiani

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In tempi di crisi, avere da parte un piccolo tesoretto per affrontare i momenti di maggiore difficoltà può sempre fare comodo. In Italia, infatti, sembra essere questa la tendenza, con i consumi che, inevitabilmente calano in favore dei conti correnti che, invece, lievitano. Facendo una rapida analisi tra la situazione italiana che si presentava lo scorso anno e quella attuale, infatti, salta immediatamente all’occhio come nei depositi degli italiani ci siano circa 48 miliardi in più rispetto al 2015. Si tratta di numeri importanti, di cifre che spaventano se si guarda la situazione in maniera più ampia, perché la paura di spendere e di investire in beni e in servizi sta facendo crollare i mercati, con conseguente danno all’economia nazionale.

In realtà, la situazione è più complessa di quello che potrebbe sembrare in un primo momento e l’analisi non deve fermarsi esclusivamente alla paura di spendere e di non avere, poi, sufficiente liquidità, perché oltre che accumulare più contanti in banca, gli italiani stanno modificando le loro abitudini di investimento bancario, alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno interessato alcuni dei principali istituti di credito del nostro Paese.

Nello specifico, infatti, il caso Banca Etruria e la prima applicazione del cosiddetto Bail-in in hanno convinto i risparmiatori a rivedere le loro strategie, puntando principalmente su prodotti bancari che offrono bassissima rendita, spesso nessuna, pur di non affidarsi alle obbligazioni bancarie, memori di quanto è successo con Banca Etruria e con gli altri 3 istituti di credito coinvolti nell’affair, dove i risparmiatori hanno in pratica visto azzerare tutti gli interessi derivanti da questi prodotti. Questo causa una situazione di profonda difficoltà per gli istituti di credito, perché in questo modo si riducono drasticamente le raccolte sul medio e sul lungo termine, con conseguente rischio di scoperto da parte degli istituti di credito meno stabili, quelli più piccoli, che nella maggior parte dei casi vedono nelle obbligazioni un prodotto di emergenza che può contribuire alla stabilità della società. La questione Banca Etruria ha lasciato uno strascico piuttosto importante nel tessuto economico e finanziario del Paese e, per questo motivo, gli italiano hanno imparato a sviluppare una nuova, ulteriore diffidenza, nei confronti del mercato finanziario.

Non c’è differenza tra i risparmiatori del nord e quelli del sud: il Paese, in questo caso, appare unito in un’unica paura e l’incremento dei capitali accantonati nei conti correnti è pressoché simile in tutto il Paese, con leggerissime variazioni non rilevanti. Questo è un dato particolarmente interessante dal punto di vista analitico se lo si osserva dal punto di vista della distribuzione della ricchezza in Italia.

Come è noto, infatti, la maggior ricchezza del Paese si concentra nelle regioni settentrionali, più sviluppate dal punto di vista economico e industriale, ma analizzando le percentuali di aumento dei risparmi degli italiani appare evidente che, davanti alla paura di perdere tutto, gli italiani si comportino nello stesso identico modo a prescindere dall’entità del loro conto corrente bancario.

Questo è un segnale forte, che dev’essere ascoltato: gli italiani hanno paura, è una paura giustificabile ma l’economia non si può fermare, non si possono abbattere i consumi perché questo è uno dei motivi per cui l’Italia non riesce a ripartire nel pieno delle sue possibilità.

Cosa bisognerebbe fare, allora? Giustamente, gli italiani e i risparmiatori prima di tutti dovrebbero scegliere il conto corrente più conveniente ed allo stesso tempo controllare l’affidabilità dell’istituto di credito a cui affidano i loro risparmi e i loro capitali. Su internet è possibile rintracciare le liste degli istituti che, sulla base di determinati parametri, possono garantire maggiore affidabilità e sicurezza ai risparmiatori. Difendersi dal Bail in si può, non è difficile: analizzando il CORE TIER, ossia il parametro che viene comunemente impiegato per stabilire la stabilità bancaria, è possibile individuare gli istituti di credito che, nel medio o lungo periodo, possono mostrare qualche problema, coinvolgendo i risparmiatori e gli investitori nel rischio Bail in.

Per il resto, è giusto risparmiare ma è altrettanto conveniente che i capitali vengano investiti e che il mercato si muova: una situazione economica stanziale, infatti, è deleteria per tutti ma soprattutto per i risparmiatori. Un mercato che si muove, un’economia che gira, è in grado di portare nuova ricchezza ma perché si ottenga un vantaggio, anche economico, è necessario investire, non importa quanto, l’importante è che ognuno faccia la sua parte al meglio delle sue possibilità.

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