Quella mano che fa dondolare la culla è la mano che sorregge il mondo

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mamma

Qual è la parola più bella che esca dalle labbra del genere umano ?MAMMA ! Ecco qual è il pensiero positivo di questa settimana. Dietro questa parola si celano la sorgente dell’amore più grande, della compassione e della clemenza, si cela la capacità di considerare con animo tollerante i comportamenti dei propri figli, si cela l’indulgenza e la volontà di assolvere le loro mancanze  , il perdonare …. sempre.  

“La mamma è sempre la mamma “, “ di mamma ce n’è una sola “ , quante volte abbiamo sentito queste frasi e altrettante volte ci sono suonate familiari e le abbiamo condivise perché  tutto ciò che nel quotidiano è importante, tutto  ciò che costituisce l’origine, la causa di un fatto o di una serie di fatti, tutto quanto insomma che noi definiamo come i grandi principi dei nostri giorni, in fondo, è ciò che ci ha insegnato la nostra mamma sin da bambini. Se andiamo orgogliosi di tutti gli stati di coinvolgimento sentimentale particolarmente intensi e di tutte le azioni nelle quali abbiamo agito con lealtà  e rettitudine astenendoci da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, ed ancora se ci sentiamo fieri di come ci siamo comportati in certe situazioni con nobiltà e grandezza d’animo magari rinunciando ai nostri interessi per il bene altrui,  se di queste cose andiamo orgogliosi siamo certi di poter dire che il  germe da cui si è sviluppato tutto lo troveremo quasi sempre nel cuore di nostra madre. Perché una mamma , la nostra, conta molto di più dei maestri più famosi, perché è vero che quest’ultimi ci erudiscono e ci fanno apprendere una serie di nozioni relative a una materia, ma la nostra mamma educa il nostro cuore col proprio sentimento e con quello ci cresce alla vita. E’ grazie a questo che, nell’arco della vita e nei suoi momenti più salienti, sentiamo di avere dentro di noi un frammento dell’anima di nostra madre, sentiamo che farà sempre parte di noi, quasi come avessimo  un’altra colonna vertebrale che servirà a conservarci, in modo da durare a lungo negli anni a venire, rimanendo forti ed efficienti; sentiamo di avere dentro di noi un secondo cuore che avrebbe battuto o che batte nel  petto della nostra mamma. E così, forti di questa realtà, ogni sorriso che elargiamo è disegnato dai colori del suo tenero amore. Le mamme non hanno etnia,  non hanno età, ma hanno la capacità di essere  un’ancora per ognuno di noi.  Concludo il mio pensiero regalando a tutti voi che mi leggete una poesia scritta da un poeta che amo ed ho sempre amato molto e che non cessa mai di commuovermi : Rabindranath  Tagore.

“ Maternità
Da dove sono venuto? Dove mi hai trovato?
Domandò il bambino a sua madre.
Ed ella pianse e rise allo stesso tempo e stringendolo al petto gli rispose:
tu eri nascosto nel mio cuore bambino mio,

tu eri il Suo desiderio.
Tu eri nelle bambole della mia infanzia,
in tutte le mie speranze,
in tutti i miei amori, nella mia vita,
nella vita di mia madre,
tu hai vissuto.
Lo Spirito immortale che presiede nella nostra casa
ti ha cullato nel Suo seno in ogni tempo,
e mentre contemplo il tuo viso, l’onda del mistero mi sommerge
perché tu che appartieni a tutti,
tu mi sei stato donato.
E per paura che tu fugga via
ti tengo stretto nel mio cuore.
Quale magia ha dunque affidato il tesoro
del mondo nelle mie esili braccia? “

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