Sperimentazione animale: etica o necessità?

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La sperimentazione animale e i metodi alternativi si trovano al centro del dibattito politico e sociale degli ultimi giorni. In particolare, al centro della polemica la mozione 239 approvata al senato il 5 maggio scorso, che reinterpreta in maniera restrittiva la direttiva europea del 2010 sulla tutela degli animali da laboratorio.
Si tratta di una tematica particolarmente delicata, combattuta tra etica e necessità.

Il problema etico nasce: dalle pratiche traumatiche e dolorose a cui sono sottoposti gli animali, durante le fasi della sperimentazione, e dalle misere condizioni di vita delle cavie. Per gli animali infatti, ‘ambienti controllati’ per evitare il rischio di contaminazione da agenti esterni, si traduce spesso in gabbie più o meno anguste. In parallelo al dilemma etico, si sta diffondendo nell’opinione pubblica un forte scetticismo verso l’attendibilità dei risultati ottenibili (viste le apparenti diversità tra l’uomo e le cavie) e un forte entusiasmo verso i metodi alternativi.

Molte associazioni nell’ambito della ricerca come Telethon e AIRC, e personalità di spicco, come la senatrice a vita Elena Cattaneo hanno cercato di fare chiarezza su questi punti.

La ricerca è guidata dalla regola delle tre ‘R’. Rimpiazzo (Replacement) degli animali da laboratorio con tecniche e metodi alternativi ogni qualvolta sia possibile. Riduzione (Reduction) delle sofferenze arrecate e del numero di esemplari coinvolti nella sperimentazione al minimo necessario, per confermare attraverso la statistica l’attendibilità dei dati ottenuti. Raffinamento (Refinement) delle condizioni di vita degli animali, cercando di rispettarne al meglio possibile il benessere psico-fisico.

I metodi alternativi permettono attualmente di stabilire il comportamento delle sostanze testate ricerche su campioni di cellule o tessuti (tecniche in vitro) e alcune addirittura simulare la risposta di alcuni organi (organi on-a-chip); tuttavia sono ancora lontane dal riuscire a ricostruire la risposta di un organismo completo.
Gli animali ci permettono di ottenere proprio questa informazione mancante, cioè di fare uno studio qualitativo della risposta dell’organismo; pertanto risultano attualmente indispensabili nella ricerca medica e biologica.

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Deborah Capecchi

Laureanda magistrale in fisica della materia, con mille sogni nel cassetto e una passione spropositata per la scrittura.

6 commenti

  1. Avatar

    Ho visto molti servizi su come sono custoditi e trattati gli animali. Da ignorante penso esistano altri sistemi per testare farmaci. Ho visto scimmie immobilizzate con elettrodi nel cervello. Vogliamo parlare dei Beagles Green Hill

    • Deborah Capecchi
      Deborah Capecchi on

      La normativa europea interviene sul trattamento degli animali nei laboratori, limitandone fortemente l’uso e invocando migliori condizioni di vita. Inoltre durante le procedure sperimentali, gli animali secondo le leggi vigenti, sono sempre sottoposti ad anestesie appropriate.

  2. Avatar
    Marco Gentiloni on

    Alla redazione (e all’autrice): ma vengono riletti almeno una volta gli articoli prima della pubblicazione o no? Le virgole e i segni di punteggiatura sembrano inseriti a caso, manco una scimmia con una macchina da scrivere portatile…

      • Lorenzo Simonini

        Ho nuovamente letto l’articolo. La punteggiatura è corretta e il testo è scorrevole e facilmente fruibile, nonostante l’argomento ostico. Se non è di suo gradimento, vedremo di contattare il dottor Alessandro Manzoni per l’editing degli articoli. Un caro saluto.

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