Sperimentazione animale, un caso che continua a dividere la rete.

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La sperimentazione animale è ormai da tanto tempo uno degli argomenti più discussi in rete. Sui social network proseguono da giorni una lunga serie di dibattiti tra favorevoli e contrari a questo tipo di attività, in particolare a seguito di un video pubblicato da Caterina, una giovane studentessa affetta da una rara malattia respiratoria salvata anche grazie alla sperimentazione animale. 
La discussione purtroppo ha preso una brutta piega quando alcune persone contrarie agli esperimenti hanno insultato in modo indiscriminato la povera ragazza, che ha ricevuto la solidarietà da molti personaggi più o meno pubblici, e ha risposto con un secondo video in cui ringraziava coloro che hanno dimostrato a lei vicinanza o chi ha voluto partecipare costruttivamente al dibattito.
Sono state prese diverse posizioni dagli addetti ai lavori. Sono di questa mattina le seguenti dichiarazioni rilasciate dal direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia Umberto Veronesi (al Corriere della Sera):

Ho scelto di non mangiare gli animali perché li amo e non capisco come si possa ingoiare qualcuno che si ama. Capisco quindi le ragioni degli animalisti. Tuttavia il mio amore per la scienza e la mia fiducia nella sua capacità di migliorare il benessere del mondo sono nel tempo diventati molto profondi e dunque capisco anche le ragioni degli scienziati. Penso quindi che, come già insegnava sant’Agostino quasi 2000 anni fa, dobbiamo scegliere il male minore. Accettando la sperimentazione sugli animali nei casi in cui è ancora indispensabile, accettiamo ciò che non è un bene in sé, ma è un tributo che paghiamo all’etica, in vista di un vantaggio per un maggior numero di esseri viventi.

Secondo l’opinione degli animalisti contrari, la sperimentazione animale risulterebbe un metodo obsoleto che potrebbe essere sostituito da metodi alternativi per vari test medici. Tuttavia, allo stato attuale delle cose, non è stato ancora dimostrato un effettivo metodo che possa fare abbandonare del tutto queste tipologie di attività. Di recente in Europa sono stati messi al bando i test animali per cosmesi e vivisezione ed è stata emanata una direttiva a tutti gli Stati membri.

Nel frattempo, la nuova legge sulla sperimentazione è quasi pronta.

Dal 14 gennaio il Governo dovrà emanare il testo della nuova legge delega sulla sperimentazione animale. Un testo che recepirà la direttiva europea emanata nel 2010, nata per rendere omogenee in Europa le leggi su questa materia complessa e controversa e per incentivare i metodi alternativi di ricerca. La direttiva, già approvata dagli altri paesi europei, è stata accolta dal Parlamento italiano con un voto alla fine di luglio che poneva però limiti ulteriori a chi fa ricerca con gli animali, vietando gli xenotrapianti, i test sugli effetti di alcol e droghe e gli allevamenti di animali per la ricerca. Limiti accolti con favore dalle associazioni animaliste, tra cui la Lav, ma respinti da una parte dei ricercatori.  A novembre è stato approvato dal consiglio dei ministri uno schema di decreto legislativo che fa slittare al 2017 l’applicazione della legge, oltre a prevedere altri cambiamenti rispetto ai 13 principi votati dal Parlamento italiano quest’estate. 

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