Vaccini: in Italia siamo a rischio fascismo sanitario

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A cura di Gianluca Ferrara (Saggista, direttore editoriale di Dissensi Edizioni).

La giunta regionale della Toscana ha approvato una proposta di legge (che attende il placet del Consiglio) secondo la quale, a partire dal prossimo anno, chi iscriverà i propri figli agli asilo nido e alle scuole materne pubbliche, private convenzionate e servizi integrativi per la prima infanzia, dovrà averli obbligatoriamente sottoposti a ben 13 vaccinazioni.

Dato che nel nostro Paese è sempre difficile analizzare delle questioni senza subito schierarsi dalla parte dei guelfi o dei ghibellini, premetto che non sono contrario ai vaccini per scelta ideologica. Le mie considerazioni sono quelle di un padre e poi di una persona che analizza i rapporti di forza tra politica e potentati economico finanziari. Quest’ultimi mi inquietano sempre di più. Le lobby farmaceutiche sono molto agguerrite. Il calo delle vaccinazioni per loro è un calo dei profitti. Temo che oggi, in Occidente, imporre l’obbligo vaccinale rientri proprio nei rapporti di forza alterati dove la politica è succube di certi potentati. Una politica che invece di fare gli interessi dei cittadini sovente fa quello delle multinazionali.

Il Tamiflu era un farmaco che ci avrebbe dovuto salvare dalla terribile influenza aviaria, che secondo le stime avrebbe causato 150.000 morti solo nella nostra penisola. Era in realtà un flop. La Roche, potente multinazionale svizzera, seminò la psicosi globale e gli Stati spesero per il Tamiflu 2,6 miliardi di euro facendo vaccinare, inutilmente, almeno 50 milioni di persone . Inutilmente, perché primo: l’influenza (spacciata per pandemia) in realtà era un bluff e secondo: il farmaco era ininfluente. Era come iniettarsi acqua. Di influenza aviaria sono decedute 62 persone. Il nostro Paese spese 50 milioni di euro per vaccini non utilizzati.

L’obbligo toscano che si vorrebbe estendere a livello nazionale puzza di fascismo sanitario. Molti mass media hanno rilanciato in maniera terroristica i casi di meningite in Toscana. Vorrei rammentare che il meningococco di tipo C, il più letale, ha causato 36 decessi negli ultimi quattro anni, in una popolazione di quasi 65 milioni di persone. Nel solo 2012 in Italia per inquinamento sono morte 84.400 persone,un primato in Europa.  Perché invece di donare capitali all’industria farmaceutica per vaccinazioni obbligatori non si investe in sostenibilità ambientale? Dopo l’industria degli armamenti, quella del junk food e del petrolio big pharma è la più potente. Guai a chi si permette solo di mettere in discussione il dogma vaccinale. L’attacco a Report è stato davvero disgustoso. In queste giorni a colpi di manganello si stanno colpendo medici che pongono quesiti o dubbi sull’utilità dei vaccini. Non è permessa la dialettica. Siamo davvero al fascismo sanitario: guai a chi si permette di mettere in discussione l’egemonia di Big Pharma! Del resto in gioco ci sono introiti secondi solo all’industria degli armamenti.

Ma ci rendiamo conto dei tempi in cui viviamo? In accordo con le industrie farmaceutiche politici impongono di iniettare ai bambini delle sostanze che in alcuni casi, sentenze di tribunale hanno affermato essere state causa di autismo 

Come si fa ad obbligare un genitore a tale scelta quando poi in più casi, anche in Toscana, si ammalano di meningite anche coloro che erano vaccinati? 

Perché obbligare i bambini quando il 90% di medici e infermieri non si vaccinano contro l’influenza? Perché obbligare a iniettare un farmaco quando si è sani? Un farmaco che in ogni caso non è indenne da effetti collaterali. Si pensi che i vaccini contengono  sostanze chimiche quali la formaldeide e metalli tossici quali mercurio e alluminio. Occorre avere il coraggio di alzare la testa e capire che ci sono poteri che travalicano la politica e usano i popoli come cavie. E’ risaputo che nel giugno del ’66, miliardi di Bacillus subtilis variant niger vennero liberati nei sotterranei della metropolitana di New York; i batteri venivano nascosti all’interno delle lampadine che venivano rotte, rendendo così miglia di cittadini cavie inconsapevoli dei sinistri studi dell’esercito Usa. Come non ricordare il crimine durato dal 1932 e il 1972 in cui 399 cittadini statunitensi di colore malati di sifilide (a 201 invece erano sani e fu volutamente inoculata la sifilide) veniva fatto credere di essere curati mentre in realtà erano semplicemente cavie che servivano per capire l’evoluzione della malattia senza cure. Esperimenti che fanno tornare alla mente a quelli del medico nazista Mengele.

L’invito che rivolgo è di informarsi bene e poi di scegliere liberamente; ma soprattutto, invito tutti a rigettare quest’imposizione fascistoide. Basta essere trattati come consumatori e non cittadini in grado di decidere autonomamente. L’obbligo dei vaccini temo rientri in quel percorso statunitense dove, pur di vendere farmaci, ai bambini vengono iniettati prodotti come il Ritalin. In nome del profitto si è venduto anche il Talidomide Bayer che causava malformazione nei feti. Invito i sindaci ad organizzare nelle proprie città dibattiti tra esperti in materia che hanno visioni alternative. Ma soprattutto li esorto, come ha fatto a Livorno Filippo Nogarin, a esprimere il proprio parere su quest’imposizione calata dall’alto.

Il più importante vaccino da iniettare è quello contro il pensiero unico che ci vuole tutti incapaci di riflettere in modo critico. In questo caso sarebbe auspicabile una vaccinazione di massa, a guadagnarci sarebbe la consapevolezza della forza nell’essere cittadini sovrani e non sudditi.

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Nasce nel 1972 a Portici (Napoli) ma vive a Viareggio, ha conseguito la laurea in Scienze Politiche ed è studioso di scenari politici e fenomeni economico sociali. Ha collaborato con Il Manifesto e l’Agenzia di Stampa (Adista) e scritto su diversi blog. Ha scritto diversi saggi ai quali hanno contribuito: Andrea Gallo, Alex Zanotelli, Vandana Shiva, Beppe Grillo e Paul Connett. I suoi ultimi libri sono '99%' e 'Derubati di Sovranità, la guerra delle élite contro i cittadini'. E' direttore editoriale di Dissensi Edizioni, una casa editrice indipendente che definisce un “laboratorio culturale di informazione altra e partecipazione”. Collabora con il portale de Il Fatto Quotidiano

1 commento

  1. D’accordo con lei al 99%….l’1% mancante è dovuto al medico nazista, che era Mengele, e non Himmler, capo delle SS…

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