World Health Statistics 2015 (Come abbiamo vissuto e come ci siamo ammalati negli ultimi 15 anni)

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Da oggi, 18 maggio, fino al 25, si terrà a Ginevra, in Svizzera, la 68a Assemblea della Salute Mondiale, organizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la WHO (l’acronimo italiano è OMS).
Questo evento è molto importante, in quanto vi prenderanno parte delegati provenienti da ogni paese del mondo, invitati a prendere parte a decisioni in merito alla salute e alle politiche dell’organizzazione.
L’agenda dall’assemblea è fitta: si parte con l’elezione del nuovo presidente, l’accoglienza dei nuovi membri, il report delle commissioni e l’individuazione dei nuovi obbiettivi per gli anni a venire.
Gli argomenti di discussione scaturiscono dai risultati delle indagini svolte negli ultimi anni grazie alla collaborazione di tutte le nazioni e che hanno messo in luce i problemi emergenti: un nuovo focus sarà dedicato alle condizioni croniche o non trasmissibili (non-communicable diseases, NCDs, in inglese), come le malattie cardio-vascolari e degenerative, vista l’incidenza accelerata e l’impatto sulla mortalità delle popolazioni a livello mondiale.
Oltre a ciò, approfondimenti e dibattiti sulle problematiche relative e periodi della crescita e della vita, con particolare attenzione per l’adolescenza e la condizione della donna, le problematiche di sorveglianza, come la resistenza microbica, e le non trascurabili malattie infettive, prima fra tutte l’ebola.
Questo non è che un assaggio dell’agenda, che comprende anche i temi collegati ai sistemi sanitari, il sociale e gli aspetti economici. Il tutto, seguibile attraverso webcam (ovviamente in inglese), dal sito della WHO.
Nel frattempo, è uscito il report sui temi della salute internazionale, disponibile a tutti, relativo agli obbiettivi prefissi dall’organizzazione per gli anni compresi tra il 2000 e il 2015.

Alcuni obbiettivi sono stati raggiunti, come la riduzione (entro una certa prevalenza) di HIV, tubercolosi e malaria e l’accesso all’acqua potabile. Tuttavia, il rapporto mostra luci e ombre della statistica: in alcuni paesi, infatti, il limite di accettabilità della distribuzione dell’acqua potabile è stato raggiunto e non è cresciuto negli anni successivi.
Altri obbiettivi, invece, non sono stati raggiunti, a fronte pure di significativi cambiamenti, come la riduzione del 50% di morti durante l’infanzia e del numero di donne che muoiono per complicazioni legate al parto. Le due tematiche, ed il relativo fallimento, sono in qualche modo collegate, in quanto le cause maggiori di mortalità infantile sono le condizioni del parto prematuro e l’asfissia neonatale (insieme alla diarrea e alla polmonite). Per quel che riguarda le donne, il dato più preoccupante è forse che più del 30% delle donne, a livello mondiale, non effettua visite di controllo durante la gravidanza. Per non parlare di particolari casistiche, dalle quali si apprende che nei paesi medio- e sotto-sviluppati soltanto due terzi delle donne incinte sieropositive ricevono una terapia retrovirale per protegge il feto dall’infezione.
Ogni anno, dal 2000, sono stati raccolti dati, parallelamente ai programmi messi in campo per raggiungere questi grandi obbiettivi di salute mondiale.
Il World Health Statistics 2015 non raccoglie soltanto i report degli specifici casi, ma anche gli indicatori socio-demografici di ogni paese, come il numero di abitanti, la percentuale di registrazione presso l’anagrafe di una nazione, il grado di alfabetizzazione, il tasso di fertilità adolescenziale e così via.
Oltre a soddisfare la propria curiosità nell’andare a verificare i dati del proprio paese, il World Health Statistics 2015 risulta essere un documento utile ed importante, la cui diffusione permetterebbe di creare una coscienza comune sui problemi della salute, lo sviluppo, l’assistenza, i servizi.
Un “non-siamo-soli”, sospirato con sollievo o con sorpresa, è ciò che può ispirare la lettura di questi documenti. E se vogliamo ammettere che non siano adatti al grande pubblico, almeno bisognerebbe insistere perchè la nuova generazione ne prendesse coscienza. E che magari fosse oggetto di studio dei futuri addetti ai lavori, studenti di medicina&co.

Source: http://www.who.int/gho/en/

Source: http://www.who.int/gho/en/

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Nata nel 1988 a Pisa, è vissuta da sempre Viareggio. Diplomata in lingue al liceo Classico/LInguistico G. Carducci di Viareggio, studia sei anni Medicina e Chirurgia a Pisa e si laurea a febbraio 2014. Scrive da sempre, racconti brevi, romanzi e poesie che però di rado lascia sfuggire dai propri cassetti. Attualmente vive in Trentino, dove svolge un dottorato di ricerca in Psicologia e Formazione presso l'Università di Trento. Apparentemente instancabile, il suo svago più amato è scoprire sempre nuove cose (o riscoprirne di dimenticate).

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